In termini di prevenzione della carie è utile sapere che il fluoro è uno dei più efficaci agenti anti-carie e questa scoperta risale a più di 100 anni fa. Nel 1909 a Colorado Springs nella contea di El Paso (USA) si notò che molti bambini presentavano delle evidenti imperfezioni di colore scuro sullo smalto dei denti, ma al contempo una bassissima incidenza di carie.

Questa stessa osservazione venne fatta, successivamente, in altre aree geografiche dove le acque pubbliche avevano un elevato contenuto di fluoro.

Si dimostrò, quindi, la reale correlazione tra l’assunzione di fluoro tramite l’acqua e il minor rischio di sviluppare la carie. Tuttavia anche l’imbrunimento dei denti di quei bambini di Colorado Springs fu dimostrato essere stato causato dal fluoro; in altre zone, dove la concentrazione di fluoro nell’acqua pubblica era inferiore a quella delle acque di Colorado Springs, questi inestetismi dello smalto non si manifestarono, mentre si continuava ugualmente a manifestare una minore incidenza di carie. Si giunse perciò alla conclusione che l’assunzione di una giusta quantità di fluoro è in grado di prevenire la carie senza far imbrunire lo smalto.

È bene che le mamme sappiano che la fluoroterapia per la prevenzione della carie è una procedura molto efficace quando inizia il più precocemente possibile. I denti permanenti che iniziano a erompere nel bambino all’età di 6 anni, in realtà cominciano a svilupparsi nell’osso molto prima, ed è in questa fase della loro formazione che è importante l’assunzione della giusta quantità di fluoro perchè questo andrà a collocarsi nello smalto in formazione rendendolo più resistente all’azione demineralizzante dei batteri cariogeni.

Le dosi e le metodiche di assunzione del fluoro devono essere indicate al genitore dal professionista di riferimento, in modo che possa essere controllata la quantità realmente assunta dal bambino ed evitare possibili sovradosaggi. La quantità di fluoro che si riesce ad assumere dagli alimenti è piuttosto bassa. Poche aree geografiche in Italia hanno sufficiente fluoro naturale nelle loro acque pubbliche, ad esempio le zone intorno al Vesuvio e all’Etna. Dalla nascita e per i primi 3 anni di vita, è indicata un’integrazione di 0,25 mg al giorno di fluoro per tutti i bambini che vivono in aree in cui la concentrazione di questo oligoelemento nelle acque potabili è bassa, e cioè la quasi totalità, a eccezione delle zone vulcaniche. Inoltre, in Italia, il consumo di acque minerali sostituisce in buona parte quello dell’acqua potabile; quasi tutte riportano sull’etichetta la concentrazione di fluoro che, in genere, non è sufficiente a espletare efficacemente un’azione preventiva nei confronti della carie. La somministrazione di compresse o gocce integrative può quindi essere utile ad adeguare le concentrazioni di fluoro assunte parallelamente alla crescita del bambino. Fino ai tre anni questa sarà l’unica fonte aggiuntiva di fluoro ed è, quindi, sconsigliato utilizzare dentifrici fluorati per evitare la possibilità di sovradosaggio poiché il bambino potrebbe ingerire la pasta dentifricia. Successivamente, fino ai sei anni, il genitore può iniziare a far utilizzare due volte al giorno un dentifricio specifico per bambini, con basso contenuto di fluoro (500mg/litro), ma sempre sotto la sua supervisione e facendone utilizzare solo una piccola quantità. Dopo i sei anni, il bambino, che ha raggiunto una maggiore autonomia, può far uso di un dentifricio per adulti a maggior concentrazione di fluoro (1000mg/litro) e interrompere l’assunzione di gocce o compresse integrative.
Mi preme sottolineare che in zone geografiche vulcaniche dove la concentrazione di fluoro nelle acque pubbliche è già sufficientemente elevata o nelle famiglie in cui si utilizzano acque minerali in bottiglia con una concentrazione di fluoruro maggiore di 0,7 mg/litro, non esiste alcuna necessità di assunzioni integrative di fluoro tramite gocce o compresse così come non è indispensabile l’utilizzo di dentifrici ad alto contenuto di fluoro. Dei sovradosaggi infatti, come già detto, possono causare quei difetti di colore e di forma dello smalto che vanno sotto il nome di fluorosi. Per questo è sempre indispensabile consultare il proprio odontoiatra o pediatra e farsi indicare l’eventuale necessità e la quantità di un’assunzione integrativa.

Alcune piccole accortezze:

– spesso sulle etichette la concentrazione del fluoro viene espressa in ppm (parti per milione) anzichè mg/litro; non fa differenza!
sul fluoro c’è una grande campagna di disinformazione: internet pullula di articoli che raccomandano una totale astensione dal fluoro per la sua tossicità; ebbene la fluoroprofilassi è una procedura raccomandata dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e prevede l’integrazione di bassissime quantità di fluoro, talmente basse che potrebbero essere assunte già di per sè bevendo alcune acque minerali piuttosto che altre. Se l’allarmismo provocato da fonti poco informate sull’argomento fosse provato, allora sarebbe logico pensare che molte acque minerali in commercio e oggi presenti nelle vostre case sono tossiche. E non c’è niente di più sbagliato!